Madre, contadina, santa

Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento

Dal 06 Luglio 2022

mostra

La mostra

L’evoluzione dell’immaginario femminile, dalla scultura di Francesco Ciusa La madre dell’ucciso e attraverso i grandi protagonisti dell’arte sarda del primo Novecento, è il tema di questa mostra che attinge dalla raccolta grafica del Fondo Valle e dalla collezione degli artisti sardi, custoditi in Galleria Comunale d’Arte.

Incisioni e pitture si alternano nell’esposizione, con l’intento di documentare in che modo il paradigma femminile è diventato portatore di valori simbolici nel corso del tempo.

Le donne sono spesso rappresentate sotto l’angolo visuale dei mestieri femminili: la panificazione, come in Giovanni Marras (1902-1966) e Remo Branca (1897-1988); la tessitura ben descritta da Antonio Mura (1902-1972) e Carmelo Floris (1891-1960); il trasporto dell’acqua, come nelle innumerevoli immagini di acquaiole o di donne alla fonte di Giuseppe Biasi (1885-1945), Battista Ardau Cannas (1893-1984) e Mario Delitala (1887-1990) o immerse nel rito della preghiera o della socialità tra compagne di conversazione come in Giovanni Ciusa Romagna (1907-1958).

L’idea che emerge è quella di una donna idealizzata, come dimostrano i ritratti femminili, a firma di Filippo Figari (1885-1973), Tarquinio Sini (1891-1943), Carmelo Floris e Mario Delitala, che insiste sull’approfondimento psicologico delle fisiognomiche. Dalle immagini di madri e il ritratto intenso di Zia Remondicca di Stanis Dessy (1900-1986), si passa poi alle immagini corali di Felice Melis Marini (1871-1953), ai delicati e affettuosi ritratti di Ciusa Romagna sino all’interpretazione secessionista e decorativa delle donne sarde di Biasi e la scultura in bronzo di Gavino Tilocca (1911-1999).

L’esito è quello di un paradigma femminile oscillante tra una visione etnografica basata sugli stereotipi del costume sardo, della fissità ancestrale dello sguardo, e dei mestieri tradizionali e una visione più modernista, in qualche maniera legata ai luoghi comuni sulla fierezza e l’orgoglio isolani.

È nell’ambito dell’arte figurativa che si trovano i germi di una nuova interpretazione identitaria, che senza mai liberarsi del tutto dal peso delle forme tradizionali di matrice etnografica, tuttavia sa cogliere in diretta il senso delle trasformazioni in atto nella società sarda, e in particolare si fa interprete di una emergente visione della modernizzazione che, pochi decenni dopo, ridisegnerà a fondo l’immagine di una Sardegna laboriosa e capace di preservare il meglio di una tradizione di lunga durata.

COME PRENOTARE LA VISITA ALLA MOSTRA
Per garantire al pubblico l’accesso alla mostra nel rispetto delle linee di indirizzo in materia di COVID-19, è richiesta la prenotazione on-line.

BIGLIETTI 

Intero: 6,00 euro
Ridotto: 3,00 euro per studenti fino ai 26 anni, gruppi di almeno 15 persone, adulti oltre i 65 anni, guide turistiche regionali, Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” (Sa Corona Arrùbia – Lunamatrona) e del Museo della Statuaria Preistorica in Sardegna (Laconi), Orto Botanico
Gratuito: bambini minori di 6 anni, giornalisti, portatori di handicap con il loro accompagnatore e soci ICOM
Riduzioni e convenzioni: Sconto 20% per i titolari della Rinascente Card

Visite al museo

 

Orario

dal martedì alla domenica
dalle 10.00 alle 20.00

Prenotazioni al numero:

070 6776454

 

 

 

Biglietteria

 

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura

 

 

I musei

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